Solo correrti incontro

Tutto cambiato..tutto subito..tutto troppo in fretta

Città Vita Lavoro Testa Età

Il fiato è corto spesso e l’unico modo per andare avanti è riempire i polmoni e buttare fuori tutto..poi passa mi dico

Questo sempre davanti a un bivio.

Questo sempre quando pensi di aver svoltato e sei pronto ad aprire una nuova finestra, spostare le tende, e guardare fuori..

C’è sempre qualcosa fuori che ci aspetta che ci incuriosisce.

Ma le tende sono le certezze, quelle pesanti, quelle che non fanno passare la luce, quelle che nascondono una finestra dietro..un muro, e spostarle diventa la cosa più difficile, più imbarazzante e meno protettiva.

Le tende sono casa, sono mamma e babbo, sono l’abbraccio di tua nonna novantenne, il sorriso della tua amica disabile quando fa pp, la musica, Violetta e Alfredo, la Sig. Bovary, Anna.

Sono le amiche di una vita, quelle che non chiami ma che senti sempre, sono i gatti e il cane sullo zerbino di casa, la spianata, il ripieno dei ravioli fatti in casa a Natale, la pancetta abbrustolita sulla carbonara, il vino rosso temperatura ambiente e il bianco non troppo fermo servito freddo.

Sono il dolcevita a -15 gradi, la 50 sotto il sole, il ceroto per le scarpe nuove, una taglia in meno del pantalone.

Sono la certezza creata, la sicurezza, la protezione ottenuta già.

Spostarle e vedere cosa c’è fuori diventa quasi impossibile.

Accostarle ma tenerle con te questo il Segreto.

Ho iniziato a spostarne un angolino, una luce calda mi ha illuminato il viso, la curiosità di una cosa sconosciuta, la tenacità di volersi gettare, l’incostanza di volerci essere comunque, la caparbietà di sapere che cosa mi aspetta.

La tentazione e’ forte di andare avanti, muoverle, ma l’attesa mi blocca.

Non ho mai saputo attendere, l’impulso la prima cosa, la programmazione, la data fissata, lo scopo da raggiungere, il desiderio dell’arrivo, l’inconsapevolezza delle emozioni, il maldipancia, l’inappetenza.

Essere la ma dover restare qui, viverti, parlarti guardandoti, guardarti senza parlare.

Incuriosirmi delle tue cose, provare ad esserci, sentirti nelle mie.

Conoscerti, infastidirmi, infastidirti, discutere, capirti e farmi capire

Solo correrti incontro!

e restare la

e tu ad accogliermi a braccia aperte!

Questo mio Futuro io vorrei da Te!

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Take off, anyway ta k e o f f

Ci sono persone che hanno conservato le ali e quelle a cui sono state recise per sempre ma che cercano comunque di volare.
Ci sono persone che usano parole e parole e giri di parole per risolvere e capire le proprie situazioni, difficili, sembrano, impossibili da affrontare, e chi invece didascalicamente si ferma ad una sola, ad un solo concetto, ad un solo scopo, basta quello e niente più.
Osare, dico sempre, ma a quale prezzo, rischio e perdita?
Have you a cristal ball? No. I haven’t.
I know only one thing. GO FORWARD and never come back!

Prendo il succo, il resto lo scarto..

Anche se nella buccia a volte c’è il meglio!

Sentire parlare di Essenza, mi snerva..

Chi riesce a vivere veramente prendendo l’Essenza da ogni cosa? Cazzate! Crescere ed essere felici sono 2 cose che non si accoppiano. Crescere e lottare per cercare di esserlo… 7 parole per esprimere un concetto! Che fatica, affanculo. 1 e chiara!

Oggi è cosi.

tbc (umorismo inglese, per definire il seguito, utilizzando l’acronimo di una malattia. Torna tutto!)

Voglio mettere i tacchi

È incredibile come le dinamiche restano immutate indipendentemente dall’età.
Ti ho ritrovato, si, è quello che sento, come se ci fosse stato un passato tra noi.
Ci siamo conosciuti da piccoli, cercati da adolescenti e poi persi per ritrovarci dopo quasi 20 anni.
Una favola, una sensazione, un sogno, come se ti vedessi.
Tu sei sempre il più bello e irraggiungibile del “gruppo”, quello che, con occhi stupendi e parole dolci, riesce a conquistarle tutte.
Io sono quella solo dolce nei modi e nelle curve, perennemente assente ma desiderosa di esserci comunque. Quella che nessuno vorrebbe, perché non c’è mai, ma di cui tutti hanno fatto un pensierino, scoperto solo dopo mille anni.
La pochissima stima di me stessa non ha mai colto cose che mi avrebbero fatto stare bene o accettare invece di continuare a scappare e cercare chissà cosa altrove.
Accanirmi e lottare al cambiamento scelto e raggiungere a tutti i costi lo scopo solo perché non ero o sono all’altezza di affrontare un ennesimo fallimento.
Non so cosa sia questo “Amarcord” fra noi.
Ho paura che il passato percepito e la nostalgia vissuta ci stiano coccolando e con esse riscopriamo un rifugio sicuro nelle braccia di entrambi.
Ho sempre paura di dire e comprendere ciò che voglio, ma una cosa la so, ed è stampata nella mia mente e nel mio cuore: vorrei trovare quel calore e quel rifugio sempre, qui accanto a me.
Mi sono stancata di pensare e credere che sono brava solo a “costruire” mariti e padri per le altre.
Mi sono stancata di rincorrere e costruirmi castelli in aria pensando che tutto sia possibile perché l’amore vince su tutto. Ora vorrei trovare qualcuno che la pensi come me e che non abbia paura di “provarci”, almeno.
Che sia esso qualcuno ritrovato, sognato o il mio presente.
Io non sono quello che vuoi, ma la tranquillità, l’attesa e la troppa semplicità, ti stanno ingannando.

L’A..more then I

Poi ad un certo punto, tutto inizia a muoversi.. inesorabilmente la pallina inizia a rotolare, prima adagio, insicura, schiva, poi prende coraggio, inforca Il coraggio e cammina e cammina e nessuno la può fermare.

Tenace. I giorni di “autogestione”, quelli più difficili da superare, finiscono e la normalità e la calma ritornano inconsciamente.

La paura ritorna quando l’attesa è breve, quando dinuovo la possibilità di rincontrarsi si tocca con mano, divisa solo da poche ore. Si rinizia, insicuri e guardinghi. Ci si esplora alla ricerca del cambiamento del presentimento, ci si odora per riconoscersi dinuovo, si va alla riscoperta degli angoli diventati familiari.

Con fatica e tempo ci ritroviamo alla fine. Ma ogni volta il passaggio alla “stabilità” prende più spazio.

Per me non c’è normalità, per me non c’è noia, per me non esiste pittura. Creo tonalità, creo bianco, creo nero e a volte colorato, ma il quadro è sempre per gli altri.

25/05/2019_sera/notte – questa non si pubblica!

Sai F. che c’è?
C’è che è come se ci sei sempre stato.
Perché siamo simili e semplici e quando ci allineiamo non si nota la differenza (a parte nell’altezza).
La nostra storia personale ha avuto percorsi diversi ma lo schema sembra poco differente.
Le esigenze e le aspirazioni sono tante ma il mezzo sembra essere uguale.
“Non ti stancare, non ti abbattere” mi dici sempre.
Mollare mai e ne abbiamo avuto conferma in questi mesi.
I primi per noi, per la nostra Bolla e unici.
Oggi mentre guidavo ho realizzato una cosa.
È vero le cose facili forse per noi verranno più avanti ma il Canada ci ha dato “vigore”. Non so come possa essere successo.
Non c’era niente fra noi sennò “buone anzi ottime” sensazioni.
Mi hai dato sicurezza e io ho cercato di darti una risposta.
Le foglie d’acero faranno parte di “noi” per sempre.
Qui ho condiviso i tuoi gusti e desideri.
Ti ho vissuto e cercato nelle semplicità di un jeans, in una cintura o in un paio di scarpe. Ho parlato per la prima volta di te a mia madre che non si dava spiegazioni per il mio cambiamento. Mi ricordo anche la strada e il posto e io ferma in macchina a raccontare cosa ci stava succedendo.
Ho usato i tuoi occhi ogni volta che vedevo un piccolo pelosetto schizzattello, uno schizzattolo (scoiattolo) sapendo che i tuoi stessi occhi avrebbero sorriso di dolcezza.
Ho raccolto foglie perché c’era un nostro discorso dietro, un nostro piccolo progetto.
Ho imparato ad utilizzare la parola Assieme perché prima per me c’e’ sempre stata solo Insieme.
Una simpatica A che cambia tutto.

Insomma sei stato qui in ogni momento, anche nelle lunghe ore di silenzio, le più difficili da affrontare per me, ma i tuoi ritorni lasciavano senza fiato.
Sei riuscito a farmi ridere con semplici messaggi.
Mi ha detto “ti voglio bene” qui per la prima volta.
Mi hai dedicato molto più di una canzone per il giorno del mio compleanno.

Inizio a capire cosa e’ stato per me il Canada.
Siamo stati Noi, Assieme seppur lontani.

– R(icordi)equiem. 2.0 –

Distorsioni

I passi percorsi insegnano, mai abbastanza.
Fidarsi e lasciarsi andare.
Restare appesi e volare.
Cadere, scavare e rincominciare… continuativamente
Non c’è scampo alle proprie sensazioni.
Non c’è fuga dai propri sentimenti.
Prigionieri delle proprie convinzioni, non quelle degli altri.
Quelle illudono, intrigano, LEGANO, strappano, illudono ancora…finiscono
Correre, sognare, asciugare, abbracciare, baciare, toccare, graffiare, stringere, schiaffeggiare, guardare, vedere, osservare…ACCORGERSI
..continuare

distorsioni