Forzatamente frigida

Il bene costringe. Almeno quello che si pensa di provare ma che in realtà ci spegne. Gli diamo comunque quel nome, perché abbiamo quello fra le mani e se pur sentendo il bisogno di riscoprire il vero, restiamo in attesa. Ecco io restavo in attesa. In attesa di attenzioni, in attesa di sensazioni, in attesa di orgasmi. E mi colpevolizzavo di sentirne la voglia e ci rinunciavo perché mi convincevo che era banale e non essenziale. Andare contro le voglie anche le più istintive, le più naturali, aspirare a lasciarsi ammaliare anche solo da un odore, semplice profumo e andare in tilt e poi richiamarsi all’ordine e convincersi che, che si, che è tutto sbagliato. Non c’è niente di sbagliato a permettere ai nostri sensi di prendere il comando, scoprire che il nostro corpo è vivo e il sangue può bollire veramente. Toccarsi, conoscersi, agitarsi, abbandonarsi completamente e ricominciare. Perché farsene una colpa?

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