Piccola chicca Post Covid temporaneo – parte prima

Ritornare e’ stata una conferma e ripartire altrettanto anche solo per meno di 72 ore!
Pensare all’Italia anche solo come destinazione per le vacanze o tuffi fulminei alle origini, non ha prezzo.
E’ come andare in bicicletta, se impari da piccolo non puoi dimenticarti il modo e soprattutto il piacere nel farlo.
Il cuore ringiovanisce e ogni momento che si respira italianita’ rianima e riporta fuori energie che non si pensava di possedere.

Il viaggio non e’ stato dei piu’ semplici, una raccomandazione a chi ha intenzione di vivere questa avventura venendo dall’estero e facendo tappe previste dalle compagnie aeree per traghettarvi nel paese dei balocchi ora, al tempo del “POST” covid prima parte: Abbiate pazienza e armatevi di tutto il vostro acume senza perderne neanche una virgola.

Volo Praga – Firenze diretto in fase di prenotazione.
20 giorni prima della partenza ricevo una comunicazione della compagnia aerea avvisandomi che il volo di andata subiva una lieve modifica, da principio diretto si trasformava in Praga – Barcellona, Barcellona – Firenze con una attesa notturna di 7ore e mezza nella capitale catalana ole’ ole’.
Per quanto, in fase di partenza, il mio spirito da gitana la fa sempre da padrona, le 7ore e mezza in spagna sarebbero diventate meno di 5 considerando che ora i controlli si sono allungati e comunque sarei dovuta ripresentarmi in aeroporto almeno 2 ore e mezza prima della partenza.
Pensare poi di passare una notte “magica” nella patria della cerveza e dei chorizo mi allietava ma avrei dovuto rinunciare alle poche energie, per me preziose visto che non sono piu’ il giaguaro di una volta, e dormire su una poltroncina aeroportuale, stile ragazza da interrail, ha un prezzo troppo alto per una diversamente giovane, quindi chiedo rimborso e prenoto un comodissimo Praga – Londra, Londra – Pisa con una piccola attesa di 2 ore.
Tutto confermato e tutto perfetto fino al giorno della partenza e come un monaco benedettino, il giorno prima, ho dovuto impiegare il tempo nel:
– Check-in dei voli, possibile solo 24 ore prima della partenza (entrambe le partenze sia da Praga sia da Londra)
– Compilare UK-Gov Passenger Location Form per transito in UK con informazioni dettagliate su numero di volo, posto assegnato, citta’ di provenienza, citta’ di arrivo, tempi di attesa ecc ecc.
– Compilare ITA-Gov Passenger Location Form per arrivo in Italia con le altrettante informazioni dettagliate di cui sopra.
– Compilare Czech Rep – Gov Passager Location Form per il rientro in Repubblica Ceca.
– Fare numero 2 Tamponi o Covid-test richiesti dalle compagnie aeree e dalle nazioni di arrivo: un PCR valido per le 72 ore successive per coprire anche il volo di ritorno per Praga e un Antigenico per i voli di andata in UK prima e Italia dopo.
– forse sto dimenticando qualcosa…

Mi sento di voler dire la mia a questo punto anche se e’ solo il mio punto di vista e vorrei che venga preso come il semplice “tu cosa ne pensi” in un contesto puramente di chiacchiera al bar fra amici.
Rispetto ogni forma di liberta’ di pensiero e azione di ogni singola persona e RISPETTO RECIPROCO verso chiunque MA, per quanto giusto spronare le persone a muoversi, viaggiare e godersi momenti di liberta’ soffocati da pandemie e lockdown, le informazioni devono essere date con coerenza e lealta’ senza prendere per il culo chi ascolta.
Tutto cio’ che si sente in riferimento a green pass, qr code e bla bla bla sono solo semplicemente STRONZATE!
Come e’ GIUSTO che sia, l’unica cosa che ora assicura il non essere portatore “temporaneamente” di COVID e’ solo e semplicemente il TAMPONE.
Quindi invito tutti i temerari che si spostano utilizzando mezzi pubblici di trasporto in territorio Nazionale e internazionale di munirsi per SE e per il rispetto verso altri di un risultato NEGATIVO di covid test, anche e soprattutto SE non richiesto.
Il vaccino in quanto tale e’ un vaccino! Non salva dall’essere contagiato o contagiare ma aiuta a gestire meglio la malattia in caso si manifesti.

Colleghiamo la testa vi prego

Da una vaccinata Pfizer, passo e chiudo.

RdC – 2021 solo per i “fortunati”

lo chiamano rientro dei cervelli, per convincerci temporaneamente che le cose possono funzionare anche in Italia. Pero’ qual’è il prezzo con e senza tasse da pagare?
Che fra 5 anni ti chiedono che devi fare un figlio o comprare casa per usufruire delle stessi “privilegi” per altri 5 anni e continuare ad illuderti che le cose funzionano, che l’Italia è la nostra Patria, il posto meraviglioso che solo i più temerari si possono permette.
“Noi ti stiamo offrendo di tornare A CASA”
Qualcuno può con umana cortesia spiegarmi cosa cazzo vuole dire CASA nella nostra generazione?
Figli degli anni 80, anni in cui ci avete fatto credere che sognare era possibile anche senza dover allontanarsi da CASA, anni in cui tutti RUBAVANO ma stavamo tutti BENE. Anni in cui abbiamo seminato quello che la mia generazione sta raccogliendo. Che ci sentiamo quasi in colpa di dover dire NO ad una proposta in cui lo Stato ci prende letteralmente per il CULO e a cui dobbiamo anche dire GRAZIE.
Le aziende si aggrappano a questo per accaparrarsi quei cervelli, quelle menti che sono scappate per mettere a frutto quello che l’Italia ci ha insegnato ma “vai all’estero per capire meglio”, perché qui sei donna, perché fra 2 anni vorrai avere un figlio e io ti devo mantenere a casa in maternità e pagare un altro per sostituirti. Perché qui ti puoi laureare con i sacrifici dei tuoi ma poi non ti diamo niente. Perché sei ditta esterna e non puoi pensare di entrare interna, perché sei junior, perché sei cristiana, perché sei buddista, perché sei disabile, perché perché perché ah si perché sei troppo preparata per noi. Perché un VAFFANCULO è troppo politically INcorrect da dire?
CASA è quella che ti scalda il cuore.
CASA è quella che non guarda di che cazzo di COLORE sei.
CASA è quella che sei sei laureata o no o se vuoi un figlio o vuoi restare scapola a vita non te ne fa una colpa NESSUNO.
CASA è dove CAZZO voglio stare senza sentirne il peso.
CASA è qui ora, poi domani si vedrà, perché noi siamo quelli che ci meritiamo SOLO questo.

Passo e chiudo, vi prego denigratemi e fatemi aprire gli occhi perché io da sola non ci credo, non ci voglio e posso CREDERE.

8-3-21

Ed eccoci qui Donne 😊
Dio Onora Noi Nuove Eroine!
A chi ride, a chi si vanta, a chi piange e a chi lotta.
A chi prima di mettere i piatti in lavastoviglie li sciacqua e a chi si fida della tecnologia e alle pastigliette e al brillantante miracolosi.
A chi asciuga le goccette sul lavantino e a chi si infuria per il tubetto di dentrifricio abbatuto nel porta spazzolini.
A chi cambia pannolini e chi scola la pasta.
A chi non sa cosa cucinare dopo una giornata di lavoro ma che aprendo la porta di casa sente profumo proveniente dalla cucina.
A chi non ha nessuno accanto per scelta o perché aspetta il prossimo fortunato.
A chi vuole esserlo e che lotta ogni giorno contro lo specchio.
Un abbraccio a Noi Tutte, pazze e squilibrate ma incredibilmente SPECIALI ❤❤❤❤

Troppo stanca

Ma davvero è tutto questo?
Ma che cazzo è?
Ma avete mai avuto la voglia di correre fuori in strada e gridare “ehi, c’è qualcuno? Ohhhhhh ci sono anche io!!! C’è qualcuno che se ne rende conto?”
Ma porca puttana, ma perché deve essere così, ma veramente passiamo così inosservati, urlare o stare zitti, ma davvero deve essere sempre la stessa cosa?

Troppo stanca per pensare
Forse ero al punto di capirci qualcosa
Non so più parlare
Forse è perchè non ho niente da dire
Non volermi male
Quante cose per le mani
In questo inspiegabile groviglio d’intenti
Reggo con fatica
Le orrende e infondate accuse di ieri
Non volermi male
Certe volte l’importante è vedersi più belli
Quanto basta per sentire che il mondo è vicino
E non è perfetto
Ammaliante percezione
La notte conserva preziosi consigli
Non so più domare
Gli istinti repressi da logiche incerte
Non volermi male
Certe volte l’importante è vedersi più belli
Quanto basta per sentire che il mondo è vicino
E non è perfetto.

C. C.

Pizzinnedda

Cussos risiteddos de rosa
chi sas forzas de laras tuas
isparghen a su lugore ‘e sa die,
t’azzenden sos ojos che istellas,
e tando, che pasidu maju,
profumas de frinas d’eranu
abelzende su coro a sa zente.
E sun camineras indeoradas
chi tue, pizzinnedda ‘e oro,
appeigas cun passu lezeru
andende a cumprire gosende
imprateadas tancas de vida
ue sole ‘e fortuna e salude
de siguru ti sun isettende.
Bae, tando, pizzinna,
bae e curre Stefania,
ca sas prendas pius bellas
de su siddadu pius mannu
sun in coro de mamma e babbu tou.
Issos t’an a ponner in fronte
sa pius preziada ‘e sas coronas,
fatta, contivizende ispantosas isperas,
cun sas pius caldas fremidas de amore.

Tiu Monserradu Meridda
Othieri Santuaini 1989

Silenzio assenso, (h)a senso?

Perché mi ostino a farmi andare tutto bene?
Bloccata..
“Perche’ Stefania e’ brava, perché lei si lamenta come può, quando non riesce a contenere tutto, ma poi, ma poi come al solito le passa tutto”
Perché lei, lei e’ così STUPIDA…..poverina
Perché lei prima di arrivare al punto di non ritorno, si fa piacere tutto.
Perché lei ogni giorno si da dell’IDIOTA ma tanto poi alla fine arriva sempre la sera e si va a dormire, e un altro giorno verrà messo nel dimenticatoio, un altro giorno passerà, le parole non dette verranno comunque archiviate, le prese in giro ricevute e non rigettate, zippate e passate per buone.
Furiosa, furiosa con me stessa.
Incazzata di sentirmi un inutile ameba mossa da chissà quale corrente senza sapere dove sta cazzo di corrente mi portera’ o speranzosa di impattare sul primo scoglio che mi possa aprire gli occhi ma che lascera’ inevitabilmente un’ennesima firma sulla pelle.

Quando si e’ piccoli…

Si e’ piccoli quando le cose vengono interpretate con semplicita’ perche’ non si conosce la verita’.
Si e’ piccoli quando aggiungi zucchero alla gazzosa per vedere come le bollicine improvisamente impazziscono e salgono fino all’orlo del bicchiere e fai questo perche’ tuo zio lo fa, forse perche’ si diverte anche lui o semplicemente perche’ ha senso imitare uno grande anche se poi scopri, quando non sei piu’ piccolo, che la sua si chiamava crisi di astinenza.
Si e’ piccoli quando, scrivi la letterina a Babbo Natale, ignorando che la realta’ e’ diversa e che non arrivera’ niente di quello che hai scritto e che quelle righe verranno cancellate presto dalla memoria e dalla tua presenza, ma aspetti fino all’ultimo che lui arrivi comunque.
Si e’ piccoli quando credi che poi passera’, che le discussioni e le urla dei grandi passano come passa la notte e poi domani a colazione, aprendo la porta della cucina la famiglia sara’ riunita come quella del Mulino Bianco, ci sara’ caldo e ti siederai accanto a tuo padre e riceverai un abbraccio.
Si e’ piccoli quando la realta’ parallela che ogni bambino disegna accanto a quella reale continua a farti addormentare serenamente la notte, aspettando che qualcuno venga a rimboccarti le coperte e a leggerti una fiaba.
Si e’ piccoli quando continui ad addormentarti serenamente la notte, tenendo le mani sulle orecchie per non sentire le voci alte che provengono dalla stanza dei grandi e che non sei tenuto ad ascoltare, ma sentirle e’ inevitabile.
Si e’ piccoli quando, cresci, facendo finta che sarai migliore e che costruirai la tua vita e la tua famiglia come quella della pubblicita’ anche se non saprai mai veramente cosa accadra’ dopo i 30 secondi.
Si e’ piccoli quando, cresci, e cerchi di addormentari continuando a tenere le mani sulle orecchie perche’ questa volta le urla provengono da te e si sente sempre l’eco, ma continui a pensare che domani a colazione ci sara’ il tepore ad accoglierti, un buon profumo del caffe’ e qualcuno disposto ad abbracciarti.
Si e’ piccoli anche quando non si e’ piu’ piccoli e le cose che ti accadono e che vedi ti invitano a non fidarti e a prendere una decisione ma non sai come fare.

Sentirsi all’altezza

Fare le cose per compiacere gli altri. E non è mai abbastanza. Cosa si deve fare per sentirsi all’altezza? Troppo severa con me stessa. Sono io che scelgo, sono io che trovo sempre un motivo per cui qualcun altro sarà sempre meglio di me. Perché non sono mai “in tempo”.

Non parlavo inglese…mi sentivo meno e non all’altezza.

Facevo 2 lavori mentre studiavo..mi dicevano che perdevo tempo, mi sentivo meno e non all’altezza.

Ho imparato a fare cappuccini e aperitivi senza nessun insegnamento, solo guardando e senza disturbare. Non è stato capito, ma anzi usato contro… mi sentivo meno e non all’altezza.

Ho lavorato per 7 anni per una ditta esterna perché dal cliente assumono solo i bravi… mi sentivo meno e non all’altezza.

Ho la seconda coppa c… mi sento meno e non all’altezza.

Vivo all’estero, lavoro dal cliente, gli aperitivi li bevo, sono allergica al latte, ho la seconda coppa c… mi sento meno e non all’altezza, comunque.

Rampa di lancio.

Non c’è niente di entusiasmante in quello che ti posso offrire. C’è la quotidianità, una cosa che non ci apparteneva fino a poco tempo fa. Prima c’era un messaggio, ora c’è la carezza fugace tra scolare la pasta e cambiare la lettiera del mini coniglio. C’era un bacio faccina di inizio giornata, ora un leggero tocco di labbra prima di andare via. C’era la voglia di immaginarci assieme, siamo vicini ora alla ricerca di contorni che combaciano. Parliamo poco, le attese sono lunghe e incomprensibili. Descrivi di te una versione che non conosco a cui non posso accedere perché troppo insicura, io. Sembri così semplice ma in realtà il tuo riscatto ti porterà inconsapevolmente a farmi male. Contro ogni pronostico e stile di vita precedente, ti sei annullato perché pensavi ne valesse la pena, ora è il tuo turno. So come andrà a finire, tuo malgrado. Non sono seghe mentali, è la realtà.

Non mi chiedere niente, so che leggerai ma come al solito, coglierai l’informazione che ti serve, per rivenderla in futuro al banco giustificazioni.

27.9.2020

Intermittenti stabili

Siamo nati gitani…chi parte la prima volta e riesce a superare l’attrito di primo distacco, il più tenace, non torna mai più, veramente. Sposta le tende, il richiamo della propria terra ci porta a sentirci sempre in continua trasferta, e le radici non attecchiranno mai, neanche su una buona terra. Non sarà mai come casa ma neanche casa sarà ancora casa.

Chi nasce gitano e sul suo percorso incontra e si scontra con altri gitani, le strade e i percorsi non si separeranno mai, sennò temporaneamente, solo per un’altra transumanza, solo per un’ennesima curiosità di esplorare, solo per un attimo in cui abbiamo bisogno di sentirne la mancanza.

Le nostre tende si rincontreranno in qualche altro angolo di paradiso, o quello che temporaneamente pensiamo possa essere tale.

Good luck my friends…io resto ancora Qui.