Non e’ difficile. Provaci, ancora

STOP. Passa chi si e' fermato per primo.
Il modo di agire di una Nazione e i suoi abitanti lo si capisce anche dalle semplici regole stradali. 
Il Rispetto la prima cosa. 
Rispetto in questo caso per un segnale stradale prima, e rispetto di chi aspetta quello altrui.
Catapultata di nuovo indietro nel tempo, vivo e percepisco cose come se fosse tutto nuovo.
Sara' una sosta di poche settimane, questa volta, e da certi lati, più intensa perché più breve ma non meno coinvolgente.
Questa volta non ti perdo, Canada! 

			

In noi.

Disordinate.
Ecco cosa siamo.
Eppure sarebbe così facile, ma la tendenza è sempre la stessa: ordine esterno e caos interno. I muri sono solo i nostri, quelli che costruiamo ogni giorno, ogni momento, in ogni occasione.
Ambiamo all’open space ma ci costringiamo e chiudiamo in un box doccia di un mini appartamento senza finestre.
Conosciamo la luce ma restiamo al buio.
Siamo noi e soltanto noi a volerlo.
Nessuno ci obbliga a continuare.
Non ci sono fili spinati e facce minacciose a ordinarci chi siamo e cosa dobbiamo fare ma siamo noi e soltanto noi a volerlo.
Manca poco lo so, ma la lotta continua.

Saltare senza contare

Promettimi che prima di dormire
qualche volta non tutte le sere
ti innamorerai più poco o tanto
non ti accontenterai.
Promettimi che prima di pesare
il prossimo passo e pensare se vale
ti ricorderai
di sentire dentro cosa vuoi

Voci di miele da ricordare, risaliree come marinai nel mare
non sentirne il confine
non sentirne confine

Promettimi di fare entrare il sole
che asciuga le ossa e scalda bene il cuore
anche quando vivresti solo di notte e di guai
Promettimi di non mentirti mai
non prendere in giro pensando che puoi
non vantarti a caso
e non sentirti migliore mai

Voci di miele da riascoltare per risalire
e come marinari nel mare
non trovarne il confine
io con te ho imparato a dire
Ti Voglio Bene
e a saltare senza contare
e che conta quel che rimane
e che conta quel che rimane
Tutto scende per risalire
si tiene duro e si lascia andare
e tutto passa per un canale
tutto serve tutto è speciale
è così che mi piace pensare

Io con te ho imparato a dire
ti voglio bene
e a saltare senza contare
e che conta quel che rimane
cambia tutto ma quello resta
sempre uguale
e credo che sia questo amore
e credo che sia questo amare

Elisa Toffoli

Buon Compleanno piccoletto!

MaT

Saldi di inizio seduta.

Avere paura che finisca anche il programma della lavatrice…e poi che si fa?

Nessuna risposta dalla prima richiesta di consulto per fare cosi, 2 chiacchiere.

Qualcuno mi può dire a che gioco stiamo giocando? Io da sola non riesco. Questa volta mi sento di volerci capire qualcosa e troverò la strada.

Mi sono imbattuta tempo fa su un’articolo, cercato da uno stimolo o curiosità venuta fuori da un semplice film. L’articolo si svolgeva nella possibilità di trovare una fonte ereditaria alla depressione. Sembra che gli studi, ancora gestazionali, imputano l’unica sorgente di ereditarietà o trasmissione, in questo caso, durante il periodo di gravidanza. Se in tale periodo la mamma vive delle fasi di down più down non dovute cioè a “semplici” sbalzi ormonali, allora solo e soltanto in queste fasi la trasmissione al feto e futuro bipede è realmente possibile.

Nella mia famiglia stati emozionali “discutibili” sono sempre stati presenti e l’altra sera ho affrontato il discorso con mia madre, cercando indizi con maestria, senza indurre inutili domande con altrettante inutili risposte. Esponevo il contenuto dell’articolo e neanche arrivata alla fine ho avuto la conferma che “cercavo”. Mi si è spalancato davanti un torrente in piena, sulla tipica dormeuse, testa in su e gambe distese (almeno è cosi che lo immagino), incauta e disattenta, ha sfogato il suo passato dicendo:

“Mi alzavo la mattina e andavo a dormire la sera sempre costantemente piangendo. Ho avuto la depressione in un periodo della mia vita in cui avevo tutto. Due figlie sane, un marito stranamente premuroso e uno stile di vita invidiabile. È arrivata così….poco prima che arrivassi tu.”

Ok.

Avvantaggiata sulle risposte cercate della prossima seduta.

Chiederò uno sconto.

in attesa di Te

Non vedo l’ora di vederti
Di tenerti e coccolarti
Sai a volte la zia è triste ma il pensiero del tuo arrivo mi fa sentire viva
Mi aiuterai e io cercherò di fare del mio meglio con te
Sei qui, tra noi, da subito, dal primo accenno di te
Ti accarezzo, per il momento e tu forse riconoscerai la mia voce
Si lei, sai quella acuta ma a volte dolce
Quella che si lamenta ma che spesso sbraita in una sonora risata
Carica di te, nella tua attesa
Non so cosa provo già per te, ma il tuo pensiero mi rende fiera
Si, fiera di te, fiera di aver trovato in lei una sorellina e in lui il fratello mai avuto
E in loro, UNA sola e Unica Persona.
Arriva presto Leo, ho voglia di sentire la tua vocina.

la zia Ste

Visioni annunciate.

Perché non lo hai detto? Tu trovi sempre le parole giuste per spiegare le cose..

Non so bene cosa voglia dire ma ho la sensazione che qualcosa mi spinga a dire e fare ciò che voglio e che mi fa stare bene. Non è cosi! Ancora..

Attenta al tuo entusiasmo, mi dicono dalla regia.

Una regia che mi conosce, una regia che ha paura che un genere cavalleresco si trasformi definitivamente in un monologo senza fine.

Una regia che per un’altra volta ancora anticipa in parole le mie paure.

Aggiornato.

L’attesa..

CaptureL’attesa, la data decisa, la crocetta sul calendario.
L’eccitazione per le ore e i giorni che passano, la noia di quelli ancora lontani e lenti e l’agitazione nei pochi minuti mancanti.
La disciplina del “conto alla rovescia” mi vede come una pro nell’ultimo anno e mezzo.
Psicologicamente un aiuto al presente e uno stimolo ad abbattere momentanee depressioni in divenire con la sensazione però di perdermi qualcosa.
La percezione che la sensazione sia solo mia, il voler raggiungere lo scopo apparentemente condiviso ma mai palesato.
Mi prometto di essere più pazienza e attendere conferme che invece non arrivano mai, perché celate e non necessarie a causa della mia “incontenenza”.
Io agisco comunque e raccolgo quello che viene.
Il “ma se avessi aspettato che…” non esiste, per paura del risultato, perché inutile aspettare le decisioni degli altri, perché io non mi sono mai fatta desiderare ma c’ero e ci sono molto prima di qualsiasi idea.
Perché aspettare gli altri se abbiamo i mezzi e la voglia di farlo comunque?
Ma..
Gli eventi mi hanno dato ragione ma la voglia di sapere “come sarebbe andata se il Burattinaio questa volta non avesse avuto le mie sembianze”, mi lascia in ogni caso sospesa.

(Eleonora Sgura picture)

 

Il risveglio 🤫

Esiste qualcuno che possa dirci che cosa dobbiamo fare? Da piccoli sembrava tutto più semplice anche se la natura e l’inesperienza e la voglia di andare contro i suggerimenti e gli ordini ci dava l’impressione che solo noi avevamo ragione, che solo noi eravamo nel giusto anche se eravamo solo noi a volerlo e a valutarlo tale. Nessuno ci fermava e non servivano conferme. Lo volevamo e andavamo diritti, senza girarci indietro. Ora ambiamo alla possibilità che sopra il comodino viva l’omino delle risposte che ad ogni richiesta di aiuto egli possa parlare e darci la risposta ai nostri pensieri. Non servirebbe neanche parlare perché lui è sempre in ascolto.

Sto crescendo, è una delle prime volte che me ne accorgo e riesco a volte ad andare a letto contenta di quello che sono ma in me c’è sempre la costante curiosità di vedermi tra 2 giorni o 2 mesi o 2 anni.

A volte mi vedo con una chitarra nuova, perché la mia anzianotta che mi segue da 24 anni non ha voglia di stiracchiare le corde e riprovarci un po’, ma aspetta di risentire gli stessi accordi provenienti da qualche sua collega.

Mi vedo in sella alla mia Splendida, una gravel tutta pepe e leggerezza che non vede l’ora di esplorare nuovi confini e percorsi Cechi.

Mi vedo col pancione. Non molto tempo fa ho pensato di affrontare il passo anche da sola. Ho preso informazioni su centri qui a porta di mano ma anche fuori porta, sui costi e i vari metodi. Credo che l’unico passettino che mi mette un po’ di timore è quello di ritrovarmi a scegliere i potenziali tratti di mio figlio. Poi appoggio la testa sul cuscino e mi addormento pensando che se mai dovesse capitare, anche per me sarà nel modo più naturale possibile.

Mi vedo qui con te, nei sogni scritti insieme, nella possibilità che ci stiamo dando, nei giorni che ci vedranno finalmente vicini senza un aereo che ci separerà dinuovo.

Mi vedo sola, perché le cose belle e desiderate non sono state scritte per me, perché mi devo abituare alla mia scelta, perché fidarsi e aspettare non è facile.

Ecco Omino del Comodino, ora è il tuo turno! Sono tutta orecchie..

Take off, anyway ta k e o f f

Ci sono persone che hanno conservato le ali e quelle a cui sono state recise per sempre ma che cercano comunque di volare.
Ci sono persone che usano parole e parole e giri di parole per risolvere e capire le proprie situazioni, difficili, sembrano, impossibili da affrontare, e chi invece didascalicamente si ferma ad una sola, ad un solo concetto, ad un solo scopo, basta quello e niente più.
Osare, dico sempre, ma a quale prezzo, rischio e perdita?
Have you a cristal ball? No. I haven’t.
I know only one thing. GO FORWARD and never come back!

Prendo il succo, il resto lo scarto..

Anche se nella buccia a volte c’è il meglio!

Sentire parlare di Essenza, mi snerva..

Chi riesce a vivere veramente prendendo l’Essenza da ogni cosa? Cazzate! Crescere ed essere felici sono 2 cose che non si accoppiano. Crescere e lottare per cercare di esserlo… 7 parole per esprimere un concetto! Che fatica, affanculo. 1 e chiara!

Oggi è cosi.

tbc (umorismo inglese, per definire il seguito, utilizzando l’acronimo di una malattia. Torna tutto!)