Voglio mettere i tacchi

È incredibile come le dinamiche restano immutate indipendentemente dall’età.
Ti ho ritrovato, si, è quello che sento, come se ci fosse stato un passato tra noi.
Ci siamo conosciuti da piccoli, cercati da adolescenti e poi persi per ritrovarci dopo quasi 20 anni.
Una favola, una sensazione, un sogno, come se ti vedessi.
Tu sei sempre il più bello e irraggiungibile del “gruppo”, quello che, con occhi stupendi e parole dolci, riesce a conquistarle tutte.
Io sono quella solo dolce nei modi e nelle curve, perennemente assente ma desiderosa di esserci comunque. Quella che nessuno vorrebbe, perché non c’è mai, ma di cui tutti hanno fatto un pensierino, scoperto solo dopo mille anni.
La pochissima stima di me stessa non ha mai colto cose che mi avrebbero fatto stare bene o accettare invece di continuare a scappare e cercare chissà cosa altrove.
Accanirmi e lottare al cambiamento scelto e raggiungere a tutti i costi lo scopo solo perché non ero o sono all’altezza di affrontare un ennesimo fallimento.
Non so cosa sia questo “Amarcord” fra noi.
Ho paura che il passato percepito e la nostalgia vissuta ci stiano coccolando e con esse riscopriamo un rifugio sicuro nelle braccia di entrambi.
Ho sempre paura di dire e comprendere ciò che voglio, ma una cosa la so, ed è stampata nella mia mente e nel mio cuore: vorrei trovare quel calore e quel rifugio sempre, qui accanto a me.
Mi sono stancata di pensare e credere che sono brava solo a “costruire” mariti e padri per le altre.
Mi sono stancata di rincorrere e costruirmi castelli in aria pensando che tutto sia possibile perché l’amore vince su tutto. Ora vorrei trovare qualcuno che la pensi come me e che non abbia paura di “provarci”, almeno.
Che sia esso qualcuno ritrovato, sognato o il mio presente.
Io non sono quello che vuoi, ma la tranquillità, l’attesa e la troppa semplicità, ti stanno ingannando.

L’A..more then I

Poi ad un certo punto, tutto inizia a muoversi.. inesorabilmente la pallina inizia a rotolare, prima adagio, insicura, schiva, poi prende coraggio, inforca Il coraggio e cammina e cammina e nessuno la può fermare.

Tenace. I giorni di “autogestione”, quelli più difficili da superare, finiscono e la normalità e la calma ritornano inconsciamente.

La paura ritorna quando l’attesa è breve, quando dinuovo la possibilità di rincontrarsi si tocca con mano, divisa solo da poche ore. Si rinizia, insicuri e guardinghi. Ci si esplora alla ricerca del cambiamento del presentimento, ci si odora per riconoscersi dinuovo, si va alla riscoperta degli angoli diventati familiari.

Con fatica e tempo ci ritroviamo alla fine. Ma ogni volta il passaggio alla “stabilità” prende più spazio.

Per me non c’è normalità, per me non c’è noia, per me non esiste pittura. Creo tonalità, creo bianco, creo nero e a volte colorato, ma il quadro è sempre per gli altri.

25/05/2019_sera/notte – questa non si pubblica!

Sai F. che c’è?
C’è che è come se ci sei sempre stato.
Perché siamo simili e semplici e quando ci allineiamo non si nota la differenza (a parte nell’altezza).
La nostra storia personale ha avuto percorsi diversi ma lo schema sembra poco differente.
Le esigenze e le aspirazioni sono tante ma il mezzo sembra essere uguale.
“Non ti stancare, non ti abbattere” mi dici sempre.
Mollare mai e ne abbiamo avuto conferma in questi mesi.
I primi per noi, per la nostra Bolla e unici.
Oggi mentre guidavo ho realizzato una cosa.
È vero le cose facili forse per noi verranno più avanti ma il Canada ci ha dato “vigore”. Non so come possa essere successo.
Non c’era niente fra noi sennò “buone anzi ottime” sensazioni.
Mi hai dato sicurezza e io ho cercato di darti una risposta.
Le foglie d’acero faranno parte di “noi” per sempre.
Qui ho condiviso i tuoi gusti e desideri.
Ti ho vissuto e cercato nelle semplicità di un jeans, in una cintura o in un paio di scarpe. Ho parlato per la prima volta di te a mia madre che non si dava spiegazioni per il mio cambiamento. Mi ricordo anche la strada e il posto e io ferma in macchina a raccontare cosa ci stava succedendo.
Ho usato i tuoi occhi ogni volta che vedevo un piccolo pelosetto schizzattello, uno schizzattolo (scoiattolo) sapendo che i tuoi stessi occhi avrebbero sorriso di dolcezza.
Ho raccolto foglie perché c’era un nostro discorso dietro, un nostro piccolo progetto.
Ho imparato ad utilizzare la parola Assieme perché prima per me c’e’ sempre stata solo Insieme.
Una simpatica A che cambia tutto.

Insomma sei stato qui in ogni momento, anche nelle lunghe ore di silenzio, le più difficili da affrontare per me, ma i tuoi ritorni lasciavano senza fiato.
Sei riuscito a farmi ridere con semplici messaggi.
Mi ha detto “ti voglio bene” qui per la prima volta.
Mi hai dedicato molto più di una canzone per il giorno del mio compleanno.

Inizio a capire cosa e’ stato per me il Canada.
Siamo stati Noi, Assieme seppur lontani.

– R(icordi)equiem. 2.0 –

Distorsioni

I passi percorsi insegnano, mai abbastanza.
Fidarsi e lasciarsi andare.
Restare appesi e volare.
Cadere, scavare e rincominciare… continuativamente
Non c’è scampo alle proprie sensazioni.
Non c’è fuga dai propri sentimenti.
Prigionieri delle proprie convinzioni, non quelle degli altri.
Quelle illudono, intrigano, LEGANO, strappano, illudono ancora…finiscono
Correre, sognare, asciugare, abbracciare, baciare, toccare, graffiare, stringere, schiaffeggiare, guardare, vedere, osservare…ACCORGERSI
..continuare

distorsioni

1-07-2019

Paura di scrivere perché qualcosa è cambiata e non si torna più indietro. Sei qui accanto a me, dormi. Non ci vedremo mai più penso mentre ti guardo, facendo attenzione che nessun pezzetto di noi si sfiori. Sei qui ma mi costringo a fare a meno di noi.

Porterò via le mie cose anche da qui e poi passerà..passerà tutto. Passeranno i mesi in cui siamo stati più vicini di ora con 6 ore di fuso orario e poche righe per sentirci comunque forti. Passeranno le trasferte dell’ultimo minuto. Passeranno le ambizioni ad una vita normale in poco meno di 15 m2. Passerà tutto. Passeranno i sogni assieme.

Senza più fiato, senza nessuna spinta, lei si è fermata.

È stata avvistata! Una bolla! Incagliata in qualcosa ma stanca di volersi liberare, anche solo di volerci provare.

Basta poco per cambiare le cose, le sensazioni che ribaltavano i muri prima, ora li costruiscono. Magari era ed è tutto nella mia testa, mi ripeto, ma il qui pro quo è cambiato. Ora c’è il dovere di farlo non più il piacere.

“Mi godo i pochi momenti che abbiamo, quando sei qui o quando ti leggo”, e poi? E poi di nuovo silenzio fino alla prossima riga o alla prossima trasferta lampo.

Si va avanti a piccolissimi passi, i mattoncini delle certezze provate fin dal primo momento crescono comunque.

Ma ORA siamo lontani. Tu con le tue ruote da sistemare e lucidare, io con ambizioSI da calmare.

Sto rovinando tutto perché non so aspettare e non è giusto forzare o costringere se non si vuole cambiare.

La paura è tanta ma la strada è una.

Ma non è semplice..

Forse il concetto non è chiaro. Io non sono una Super Donna. Le cose si fanno e si affrontano perché mi è stato insegnato cosi. Perché se prendo una decisione si va avanti comunque anche se si muore dentro. Faccio sempre tutto da sola perché sono sola non perché non ho bisogno di chiedere aiuto o perché voglio fare a meno di un aiuto. Chiedo aiuto, so chiederlo, quando c’è qualcuno disposto a darmelo. Quando posso contare su qualcuno accanto a me. Non posso quotidianamente perché quotidianamente sono sola e devo contare su me e Stefania e nessun altro.

Le cose si fanno. Tutto si fa. Tutto si prova anche se non si conosce l’esito. Tutto quello che all’inizio sembra nelle nostre potenzialità, si affronta.

Ho passato tanto tempo a guardare fuori dalla finestra e ad incuriosirmi di ciò che succedeva la fuori.

Ho passato tanto tempo in cui mi imprigionavo in situazioni da cui non sapevo uscirne e aspettavo che qualcosa mi donasse il coraggio di ingoiare il nodo che non mi faceva respirare bene e uscire fuori a ritrovare la curiosità della scoperta.

Ho passato troppo tempo ad aspettare che qualcuno aspettasse me. Mi cercasse quando scappavo. Si preoccupasse di me. Dare l’impressione di essere una super donna non vuol dire esserlo. Non vuol dire non preoccuparsi perché Io posso farcela. Vuol dire esserci comunque e palesarsi comunque anche senza dover chiedere.

Ho trovato sempre persone che si fidavano delle mie potenzialità e mi lasciavamo fare da SOLA.

Non ho bisogno di stare sola perché in questo sono brava abbastanza e stanca altrettanto.

La bellezza del vinile

Le ciel bleu sur nous peut s’effondrer
Et la terre peut bien s’écrouler
Peu m’importe si tu m’aimes
Je me fous du monde entier
Tant qu’l’amour inond’ra mes matins
Tant que mon corps frémira sous tes mains
Peu m’importe les problèmes
Mon amour puisque tu m’aimes

J’irais jusqu’au bout du monde
Je me ferais teindre en blonde
Si tu me le demandais
J’irais décrocher la lune
J’irais voler la fortune
Si tu me le demandais
Je renierais ma patrie
Je renierais mes amis
Si tu me le demandais
On peut bien rire de moi
Je ferais n’importe quoi
Si tu me le demandais

Si un jour la vie t’arrache à moi
Si tu meurs que tu sois loin de moi
Peu m’importe si tu m’aimes
Car moi je mourrais aussi
Nous aurons pour nous l’éternité
Dans le bleu de toute l’immensité
Dans le ciel plus de problèmes
Mon amour crois-tu qu’on s’aime
Dieu réunit ceux qui s’aiment

Edith Piaf – Hymne À L’amour